La Storia

Scrivere sull’origine del nostro paese non è semplice, in quanto, non si hanno notizie sicure e certificate. A tale proposito, l’unica cosa che possiamo fare è quella di riportare e far conoscere le varie teorie che gli storici, nel tempo, hanno elaborato sulla base di notizie tramandate anche per via orale dai nostri avi.

Tra le tante tesi sulle origini di Lago, la più diffusa è quella che riguarda lo spopolamento progressivo delle zone costiere assediate nei secoli IX, X, e XI dalle incursioni arabe.

Furono proprio gli Arabi, dopo la presa della Sicilia, a insediarsi lungo i nostri lidi e a ridurre in schiavitù gli uomini, i quali, in cerca di riparo dal pericolo, spopolarono le zone costiere a vantaggio delle prossime alture, per la maggior parte in vista del mare. Fu proprio da allora che iniziarono a sorgere e ripopolarsi numerosi villaggi. Da come possiamo apprendere dalla “Storia dei cosentini” nell’852 Amantea, all’epoca “Nepetia”, era ormai una perfetta Repubblica e insieme alle genti lontane dai grandi centri, come Lago, Aiello, Mendicino, Carolei, Domanico e Rende, si difendeva molto bene dai continui attacchi stranieri, in quanto la difesa comune rafforzava quella personale.

Anche i cittadini di Cosenza, più volte saccheggiata e distrutta dai Saraceni (975, 986 e 1009 d.C.), cercarono scampo sulle alture vicine. Fu proprio da allora che iniziarono a sorgere e ripopolarsi numerosi villaggi come Mendicino, Carolei, Aiello, Rende, Montalto e molti altri paesi accolsero i profughi scampati alla strage e gettarono le basi per un loro più autonomo sviluppo territoriale. E’ a questo punto, molto probabilmente, che Lago nacque, ovvero assunse una certa rilevanza.

Ma questa non è l’unica ipotesi, infatti, uno storico locale, Don Nicola Cupelli, assegna la fondazione di Lago a ben altri motivi. La sua è una tesi attribuita al fatto che alcuni soldati egiziani, ansiosi di vedere le parti europee raccontate con tanta meraviglia dai soldati cristiani, al momento del congedo s’imbarcarono e, avendo valicato per molto tempo il mare, giunsero in Calabria, alcuni a Reggio altri ad Amantea. Essi si fermarono a quattro miglia sopra Amantea, ai piedi del monte Virzi, dove furono ammaliati dall’amenità del cielo, dalla fertilità del terreno e dal prospetto del mar Tirreno.

Da qui nasce la loro abitazione con il nome di Lago, come uno dei loro re.