Contrade

TERRATI – Frazione di Lago

Poco si conosce sulle origini del borgo di Terrati, comune a se stante fino agli inizi del XX secolo. Anche il nome è avvolto nel mistero, secondo Rohlfs deriverebbe da “terrata” cioè recinto di terra. Le prime notizie certe risalgono all’undicesimo secolo, precisamente al 1070, anno in cui Roberto il Guiscardo donò il monastero di San Filippo in Terrati all’abbazia di Mileto.

Andando avanti nel tempo Terrati legherà la sua storia al feudo di Aiello. Con gli Aragonesi, il feudo aiellese passo, dai Sersale, al viceré di Calabria e conte di Ajello, Francesco Siscar. Nel 1566 infine venne acquistato dai Cybo-Malaspina nella persona di Alberico I, che lo tennero fino al 1807.

Dopo l’affrancamento dal feudalesimo inizia, per il comune di Terrati, il periodo più terribile della sua storia. Intorno al 1850 una frana, provocata da un affluente del fiume Olivo, diede origine allo stagno Turbolo, ricettacolo della terribile zanzara anopheles.

Nel giro di qualche decennio, le febbri malariche, ridussero la popolazione dai circa 1070 abitanti del 1851, a soli 270 abitanti nel 1901. Inoltre nel 1905, come già verificatosi nel 1638 e nel 1783, l’abitato di Terrati fu investito da un violento terremoto che ne distrusse gran parte delle abitazioni.

Ridotto a poche decine di abitanti nel 1926 venne accorpato al comune di Lago.

Attualmente la frazione conta circa 150 residenti, nel periodo estivo si ripopola notevolmente grazie al rientro dei tanti emigrati.

Terrati è l’unica frazione di Lago ad avere una propria chiesa. Realizzata alla fine degli anni venti, grazie all’interessamento di Michele Bianchi, è dedicata a Santa Marina Vergine.